giovedì 25 febbraio 2010

"Ich bin ein Berliner"

«Duemila anni fa l'orgoglio più grande era poter dire ‘civis Romanus sum’ - sono un cittadino romano. Oggi, nel mondo libero, l'orgoglio più grande è dire ‘Ich bin ein Berliner’. Ogni uomo libero, ovunque viva, è cittadino di Berlino. E, dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire ‘Ich bin ein Berliner’».
Queste parole di John Fitzgerald Kennedy (ecco il testo completo del discorso) avevano messo Berlino al centro della scena mondiale 47 anni fa (ed eccolo in video).
Fin dal mese di giugno dello scorso anno io e il mio team stiamo lavorando intensamente sul progetto conferenza che andrà in scena proprio a Berlino, fra meno di due mesi.  Si tratta di un progetto complesso ed è un ottimo laboratorio multidisciplinare: team building, relazioni internazionali, comunicazione, vendita, project management, conto economico... Un business case organico e polivalente, che ti toglie ore di sonno per portarlo avanti ma che rende tutti così eccitati, proprio come la città dove si svolgerà, Berlino! Che città unica... di nuovo al centro della scena mondiale 20 anni fa quando finalmente fu abbattuto il muro. Se penso che quando avevo 20 anni mai e poi mai avrei immaginato che il muro sarebbe caduto... e quando ne ho compiuti 21 è successo!
Imprevedibile? Col senno di poi forse no, sarebbe bastato anche qui trasformare i dati allora disponibili in informazioni e allora sì che si sarebbero potute fare delle previsioni più accurate. Proprio come fanno le aziende che usano Teradata per essere più vicini e puntuali ai loro clienti. Prendiamo ad esempio alcune tra la maggiori compagnie aeree mondiali - Lufthansa, Air France, British Airways, Alitalia, Continental Airlines, Delta Air Lines – che utilizzano soluzioni Teradata per le loro attività di business intelligence. Riescono ad analizzare le situazioni critiche nel momento in cui si verificano e i loro operatori di front-line riescono a risolverle e a dare risposte concrete al cliente. La gestione dei ritardi e dei cambi di prenotazione dei voli diviene sempre più rapida e la risoluzione dei problemi logistici e operativi è ormai quasi istantanea.
A Berlino molti di loro verranno ad ascoltare ma anche per raccontare la loro esperienza.
Come il Dr. Wolfgang Schwegle, Senior Manager Corporate Data Warehouse di Lufthansa, che interverrà con la sua presentazione intitolata "The BI-Cockpit of Lufthansa Passage Airlines - There's no better way to make decisions" e spiegherà come il loro BI-Cockpit metta a disposizione dei loro più di 1000 impiegati in tutto il mondo dati freschi per migliorare il servizio al cliente, le attività di marketing, le vendite e tutti i processi operativi.
Ci saranno aziende di moltissimi settori e nomi conosciutissimi come Metro, DHL, Carrefour, Nokia, Telefonica... e sarà un momento di confronto e di arricchimento straordinario.
E ci saranno anche dei keynote speakers internazionali, ma di questo ve ne parlerò più avanti…
Stay tuned!

venerdì 19 febbraio 2010

Bing o Bingo Bongo?

La notizia è passata un po' sottotono, forse perchè scontata.
L'UE ha dato il via libera all'acquisizione delle attività di ricerca on line di Yahoo da parte di Microsoft. Cosa significa? Beh innanzitutto quote di mercato che si accumulano - con circa il 10% di nuova quota MSFT dovrebbe diventare un concorrente più credibile per Google.
E adesso che l'alternativa c'è, Bing potrebbe diventare l'alternativa a Google sui device Apple o su Facebook, aprendo la strada a nuove alleanze e nuovi scenari competitivi.
Ma la vera domanda è: Bing porterà qualcosa di nuovo?
Riuscirà a innovare o semplicemente scimmiotterà il re dei motori?
Staremo a vedere, io una risposta ce l'ho...

lunedì 4 gennaio 2010

La cravatta rosa... Buon Anno!

Anno nuovo, vita nuova recita il vecchio adagio.
E mai come quest'anno l'affermazione può essere più vera di così, nel senso che nel business ne abbiamo tutti un po' bisogno.
Stiamo cercando di uscire dalla peggiore crisi del dopoguerra, e per farlo abbiamo bisogno anche di un po' di ottimismo.
E allora voglio cominciare l'anno con un post un po' leggero, che porta con se una ventata di ottimismo.
Ecco qui: un economista della Regions Bank (se non la conoscete, non preoccupatevi... Neanch'io l'avevo mai sentita nominare) ha affermato che le cravatte sono il capo più sensibile nei momenti di crisi.
"Quando tornaranno rosa, vorrò dire che è tornata la fiducia nei mercati", ha affermato Bob Allsbrook in calce al suo rapporto.
E allora voglio cominciare l'anno indossando una cravatta rosa, in segno di ottimismo e di augurio per tutti.
Buon Anno!

sabato 19 dicembre 2009

Addio Vecchio Cronista

Il Vecchio Cronista se ne è andato. Igor Man aveva 87 anni ed è stato per una vita "L'Inviato Speciale" - con la L, la I e la S maiuscola de La Stampa di Torino. La mia famiglia è abbonata a La Stampa da sempre, e io ero ancora bambino quando cominciai a leggere i suoi reportage sul dramma del Libano, che per me erano dei lunghi racconti pieni di umanità ed erano un viaggio in giro alla socperta di popoli e di conflitti lontani.
Per me il Paese dei Cedri era qualcosa difficile da comprendere, non sapevo come fosse fatto un cedro, ricordo che mi piaceva pensare che fosse simile ai datteri che si magiavano a ridosso del Natale, dato che erano la cosa più esotica che ci fosse in casa.
E ricordo anche con nostalgia che allora mi domandavo come mai i suoi racconti (preferisco chiamarli racconti invece che articoli) finissero sempre sulla Terza Pagina, che era sempre nella seconda metà del quotidiano...
Addio Vecchio Cronista, da bambino mi hai fatto affascinato con i tuoi racconti dal Medio Oriente, e da grande mi hai fatto amare ed apprezzare quella terra, così lontana eppure vicina a noi con tutti i suoi contrasti e i suoi paradossi
Molte cose che ho visto in quelle terre negli ultimi 6 anni di lavoro le avevo già immaginate con i miei occhi da bambino, anche grazie ai tuoi racconti.

martedì 15 dicembre 2009

Tutti ciccioni e ipernutriti

Questa volta di informazioni però, non di cibo.

Gli americani sono esposti a 34 Gygbytes di dati e informazioni.

All’anno?

No, al giorno!

E’ il risultato a cui è giunta l’Università di San Diego al termine di uno studio che ha esaminato i comportamenti degli americani davanti a computer, tv, radio, cellulari, videogames, e ripreso in un articolo pubblicato ieri su Affari e Finanza.

E il rischio indigestione è elevato, quasi inevitabile. Vuol dire digerire ogni giorno centomila parole, un quarto di quelle contenute nel tomo “Guerra e Pace” di Tolstoi.

L’università di San Diego stima che nel 2008 gli americani abbiano consumato 3,6 zettabytes di dati e informazioni.

Una cifra mostruosa, se si pensa che i più grandi datawarehouse commerciali esistenti al mondo sono di poco superiori al petabyte*.

Quali potrebbero essere i rimedi? Come per il cibo, mangiare meno. Essere educati all’uso del medium, usare quello corretto e non abusare. Apparentemente facile, in realtà molto difficile da applicare.


* Piccola legenda:

1 Terabyte = 1000 Gigabytes

1 Petabyte = 1000 Terabytes

1 Eptabyte = 1000 Petabytes

1 Zettabyte = 1000 Eptabytes

mercoledì 9 dicembre 2009

E se google fosse un medium?

Se Google fosse un medium sarebbe quarto. Nel senso di fatturato mondiale.
Lo scrive oggi Carlo De Benedetti in un articolo sul Sole 24 Ore, e analizza la potenzialità e la forza di quello che lui chiama "Big G".
Il fatturato mondiale della pubblicità è composto così:
al primo posto - ça va sens dire - c'è la TV, che fattura una novantina di miliardi di dollari
al secondo posto c'è la carta stampata con circa ottanta miliarducci
al terzo posto c'è Internet con sessantina di miliardi
al quarto ci sarebbe Google, che raccoglie 23 miliardi di dollari di pubblicità
E subito dopo, la radio.

Questi numeri e questo ranking spiegano la potenza di Big G e danno ancora più risalto alla battaglia delle news in atto.

Internet e le news non possono più fare a meno di Google, Google non può non offrire le news, e la negoziazione è infinita.

Sempre sul Sole di oggi compare un altro articolo sul tema, questa volta a firma nientemeno che di Rupert Murdoch.

Le regole del gioco stanno cambiando. E cambieranno ancora, statene certi.

sabato 5 dicembre 2009

Facebook è morto? Viva Facebook!

Il Corriere di oggi dedica una pagina ai social network, descrivendo ancora una volta il fenomeno Facebook.
Passato da circa mezzo milione a oltre 13 milioni di utenti in poco più di anno, FB è diventato un fenomeno mediatico senza precedenti.
L'articolo di Alessandra Carboni giustamente analizza il carattere non specialistico della piattaforma principe del social network e illustra le potenzialità dei network specializzati, citando, tra i tanti, friendfeed, linkedin, petbook, meetup.
In pratica, sostiene la Carboni, il mondo dei social network si specializzerà e diventeranno sempre di più i social network che potremo scegliere, in base ai nostri gusti e alle nostre passioni.
Io non credo che questo avverrà all'infinito, credo che i colossi del social network correranno ai ripari per evitare che il loro "churn rate" diventi allarmante e daranno ai loro utenti la possibilità di creare sub-network specialistici all'interno del network principale.
E credo anche che i network che risulteranno vincenti tra 3 anni saranno quelli che garantiranno la massima integrazione tra diverse piattaforme e diversi media.
... E tra Google e Facebook sarà un bel match per il controllo del business della pubblicità.