mercoledì 30 aprile 2008

la bufala della bufala

Tutto secondo copione.

Si è definitivamente spenta l'eco mediatica sulla mozzarella di bufala alla diossina. (vedi post del 6 aprile)

Infatti solo il 14 per cento del latte sospetto è risultato contenente tracce della pericolosa sostanza.

Latte che non è mai entrato in produzione, e che era già stato sequestrato e segnalato alle autorità preposte.

Ne hanno parlato sia i giornali italiani, tipo il Messaggero , sia i giornali stranieri (ieri ero ad Istanbul e ho letto questa notizia sulla mozzarella di qualche giorno fa) su Turkishdailynews

Cosa significa tutto questo? Secondo me il sospetto di una mossa mediatica ad orologeria promossa per screditare l'Italia a livello internazionale rimane.

Ma la notizia ancora più importante è che i controlli sanitari in Italia funzionano, e funzionano bene. Ne avevamo già avuto la prova durante i mesi difficili della mucca pazza e dell'aviaria. ne abbiamo avuto la riprova in questi giorni con la mozzarella di bufala.

Che si è rivelata quello che avevamo sospettato potesse essere. Una bufala, appunto.

lunedì 28 aprile 2008

Anytime, Anywhere, by Anything and Anyone. E' u-Japan, baby

15 euro al mese per essere sempre connessi. Sempre, ovunque, tutti, e con qualunque device.
E’ quello che succederà in Giappone nel 2010, quando tutti i 127 milioni di giapponesi potranno collegarsi alla banda larga principalmente grazie a NTT, il principale operatore telefonico del Paese.

Il progetto è stato annunciato nel 2004 dal governo Koizumi è ora in fase avanzata, e proprio a partire dal 2010 avrà la quasi totale copertura dell’intero territorio a 100 megabit al secondo.

Ci sono opinioni contrastanti sul ritorno atteso dall’investimento in infrastrutture, ma l’aspetto che più mi interessa è l’impatto che questa gigantesca operazione di livellamento sociale avrà sulla vita dei giapponesi.

Di tutti i giapponesi, compresi gli anziani, dato che l’aspettativa di vita è di 82 anni e nascono sempre meno bambini….

Cambierà la cura della salute, l’educazione scolastica, la formazione professionale, i trasporti pubblici e privati. Cambiare l’approccio e la fruibilità del lavoro. Insomma, cambierà radicalmente il loro modo di vivere e di lavorare.

Ah, ecco due dati per far capire meglio di cosa stiamo parlando: in Giappone hanno investito in questo progetto l’equivalente di 49 miliardi di dollari con la tecnologia Ftth (fiber to the home, fino in casa), per arrivare al 95 % di copertura del territorio.

In Italia l’investimento previsto dal principale operatore telefonico - Telecom Italia – è l’equivalente di 237 milioni di dollari entro il 2009 nella tecnologia Fttc (fiber to the curve, fino alla centralina che poi smista fino alle abitazioni).

Meno dell’1 % dell’investimento giapponese.

E’ u-Japan, baby.

mercoledì 23 aprile 2008

Il pesto, la carbonara e l'EXPO

Lo chef statunitense di origine coreane James Bowien ha vinto il secondo campionato mondiale di pesto genovese al mortaio, campionato che si è svolto a Genova lo scorso week end.

Qualche giorno prima Gambero Rosso aveva assegnato il premio per la miglior carbonara di Roma allo chef tunisino Nabil Hadji Hassen, dell'Antico Forno Roscioli di Roma.

E si è scatenata la bagarre. Ma come? Il miglior pesto al mortaio fatto da un cuoco americano? La miglior carbonara fatta da un tunisino? E' uno scandalo, commenta una parte.
No, è un segno della centralità della nostra cucina e un segno di integrazione e internazionalizzazione, commenta un'altra parte.

Ne sta parlando con competenza e attenzione anche Paolo Massobrio in questi giorni, e lo ha commentato anche Luca Doninelli con la consueta lucidità sul blog di Paolo (Massobrio) e Marco Gatti. Io penso che questi due premi siano una buona cosa, per molte ragioni.

Quando sono in giro in Europa per lavoro ne vedo di tutti i colori, assisto al pietoso appiattimento del gusto che spesso contraddistingue i pranzi di lavoro, specie nelle grandi convention (alzi la mano chi non ha mangiato l'anonimo salmone ai so called gala dinner che di gala hanno sempre meno, e di dinner poco o niente).
Sono contento che chef non italiani ricevano premi - in Italia! non all'estero - perchè sono bravi a cucinare piatti italiani, vuol dire che li riproporranno bene in giro per il mondo. Vuol dire che siamo un punto di riferimento, che dietro c'è una storia.

Viaggiando spesso anche in Paesi un po' più lontani da noi, mi riferisco ai Paesi del bacino del Mediterraneo sia in Africa che in Medio Oriente, noto una stima e un rispetto per noi italiani, e noto anche una certa somiglianza e una assonanza culturale, legata al cibo, alla storia e alla tradizione.

E tra sette anni l'Italia ospiterà l'Expo Universale. E' un'occasione unica, non ci saranno repliche, non ci saranno altre opportunità come questa. Potrebbe essere un'ottima occasione anche per rafforzare la nostra cultura del cibo nel mondo, potrebbe essere anche questo un tassello per favorire l'integrazione in Italia e buttare giù qualche muro.

Potremmo (ri)diventare veramente uno dei punti di riferimento per l'interscambio di tutto il bacino del mediterraneo, in una sorta di corso e ricorso storico, condividendo il nostro infinito patrimonio gastronomico con tutti i popoli.

Messaggio in semi codice per Paolo Massobrio: Paolo, questa volta giochiamo in casa...

martedì 22 aprile 2008

Tutti connessi. Sempre connessi

Un milione e seicentomila al giorno, centosessantamilioni in Q4, quattrocento ottanta milioni in un anno.
Sono i telefoni venduti da Nokia nel 2007.

Considerando che Nokia detiene circa il quaranta per cento del mercato, vuol dire che - milione piu', milione meno - nel 2007 nel mondo sono stati venduti ben oltre un miliardo di telefoni.
Numeri destinati a crescere vertiginosamente anche negli anni a venire, tanto che la previsione di Nokia e' che nel 2015, oltre 5 miliardi di persone saranno sempre connesse.

Che e' diverso da dire che ci saranno cinque miliardi di telefoni.

Vuol dire che vivremo sempre on line, vuol dire che cambiera' ancora il nostro rapporto quotidiano con la tecnologia.

Vuol dire che dovremo imparare a convivere con questa connessione perenne e che dovremo trovare il modo di gestirla, perche' cambiera' ancora il concetto di lavoro e vita privata, e secondo me dobbiamo trovare il modo di gestirla bene a vantaggio della nostra qualita' della vita.
Intendo dire: adesso la connessione perenne e' gia' abbastanza possibile, la tecnologia gia' ci aiuta.

E rappresenta ancora un vantaggio competitivo, perche' rende piu' veloci e piu' immediate le interazioni, che pero' sono rappresentate quasi totalmente da file e da email, oltre alla voce, of course.

Quando saremo tutti connessi non ci sara' piu' il vantaggio competitivo dato dalla connessione proprio perche' saremo tutti connessi, ci saranno altri vantaggi: le mail saranno sostituite da qualcos'altro, molti processi saranno piu' automatizzati e non richiederanno piu' tante interazioni come adesso. Probabilmente ci potremo spostare anche di meno, tanto la videotelefonia on the road diventera' una commodity, e l'uso della mail si ridimensionera', dando spazio a veloci e stringati instant messages che sostituiranno gli sms....

Se la sapremo usare a nostro favore, intendo come persone prima che come professionisti e come aziende, la connessione perenne ci potra' aiutare a vivere meglio. E a lavorare meglio per le nostre aziende.

Cominciamo a organizzarci, il 2015 e' dietro l'angolo..

lunedì 21 aprile 2008

Tre punto zero o due virgola?

Il Mondo in edicola questa settimana pubblica a pagina 79 una notizia molto interessante, già al centro di molti e appassionati dibattiti in rete.

Il titolo è "Google scrive anche senza rete" e riferisce della fase B di Google per la conquista del desktop, ovvero le applicazioni che funzionano anche senza essere connessi a internet.
La notizia non è banale, come non lo sono mai le notizie che riguardano Google: è l'anticamera del 3.0 dicono in molti. No, è un'evoluzione del 2.0 dicono altri.

In sostanza è l'inizio della connessione senza pc, se vogliamo idelamente è il ritorno al terminale senza disco fisso, con le applicazioni che risiedono in remoto senza bisogno di essere installate su ogni computer.

A parte l'aspetto tecnologico (per funzionare senza connessione a internet, le Google Apps hanno bisogno di Gear, una tecnologia che Google già utilizza, e che opera come plug del browser), quella che mi interessa seguire è l'impatto che questo avrà sulle imprese, ovvero: il 3.0 avrà un impatto anche sul modo con cui le aziende gestiranno il business, così come ha fatto e sta facendo il 2.0 – non per caso chiamato anche management 2.0?

Probabilmente si, anche se è presto per capirne tutti gli aspetti. E ritornerò sul tema.

Ah, la scorsa settimana Google ha annunciato i dati del quarter. Profitti in crescita del 31% a 1,32 miliardi US$, fatturato in crescita del 42 % a oltre 5 miliardi di dollari: l'azienda ha dichiarato di non essere stata intaccata dalla crisi dei mercati iniziata con effetto domino dai mutui subprime….

domenica 20 aprile 2008

Aiutoooooo: e' festa per i nuovi maleducati

La notizia e' in prima pagina sul Sole 24 Ore di oggi.
Air France e' la prima compagnia a consentire le telefonate a bordo dei propri aerei nei cieli d'Europa. Vabbe', non tutti i voli, per adesso solo qualcuno. E solo sei cellulari contemporaneamente. Pero' e' l'inizio di un trend.

Anche TAP e Ryanair hanno annunciato di voler iniziare il servizio a breve, a mio modo di vedere con due obiettivi diversi: TAP per offire un servizio in piu' ai propri clienti, Ryanair per poter abbassare ancora di piu' il prezzo dei biglietti, come ha fatto attentamente notare Antonio Dini.

Mi piace l'analisi di Antonio, mi piace il suo blog che leggo abbastanza spesso e mi piacciono le sfumature che ha colto sul fatto che non tutti i passeggeri siano interessati al servizio, perche' magari vogliono rilassarsi un attimo.
Almeno in aereo, che e' rimasto l'ultimo santuario sociale inviolato dalla presenza dei telefonini...

E io sono preoccupato. Preoccupato per quelli che io chiamo i nuovi maleducati. Non sono i bambini. Non sono i ragazzi. Sono gli adulti, che ovunque siano urlano le loro cose al telefono incuranti dei presenti.
E urlano in autobus, in strada, in treno, adesso anche in qualche tratto della metropolitana.

No, non dateci il telefono in aereo. Per favore.
Al limite dateci solo l'email. Anzi no, che poi i nuovi maleducati cominciano a urlare le loro cose con Skype.

sabato 19 aprile 2008

Cogito ergo sum. We think therefore we are.

Lo scambio di idee. Il confronto continuo. Il feedback reciproco. E’ questo il fulcro di Charles Leadbeater.

“You are what you share”, recita il primo capitolo del suo ultimo libro “We think”. E il suo slogan è proprio “We think, therefore we are”, nuovo e attuale pensiero cartesiano, reso attuale dall’innovazione di massa possibile con il 2.0.

Anche il modo con cui è stato pensato e scritto il libro è in versione 2.0: durante tutta la fase di stesura del libro, Leadbeater ha reso disponibile on line i capitoli su cui stava lavorando, ricevendo migliaia di feedback e commenti costruttivi che lo hanno aiutato a cristallizzare meglio il suo pensiero.

Azione coerente con la teoria espressa.

I primi tre capitoli del libro sono scaribili on line dal suo sito, e sono un mare di informazioni e di stimoli utili per tutti noi.

Ancora una volta il 2.0 può aiutare noi e le nostre aziende a lavorare meglio. E a essere più produttivi.