Oggi La Stampa pubblica un'anteprima del discorso che Barack Obama terrà nelle prossime ore. E' destinato agli studenti americani, che proprio oggi tornano sui banchi di scuola dopo la pausa estiva.
Il discorso contiene molti messaggi stimolanti per i ragazzi, ed è ovviamente ben scritto e fluido, curato in ogni dettaglio, come sempre.
Ci sono un paio di passaggi che mi sono paciuti più di altri:
- non ci sono scuse per chi non ci prova.
- non abbiate paura dei fallimenti
E cita gli esempi di Harry Potter - il primo libro fu rifiutato per ben 12 volte dagli editori prima di essere pubblicato - e di Michael Jordan, che fu addirittura espulso dalla squadra di basket alle superiori.
E' un discorso che ben si adatta anche alla vita d'azienda.
Come ama citare Tom Peters nelle sue presentazioni:"Reward execellent failures. Punish mediocre successes" (citazione di un executive di Sydney).
Come dire: non abbiate paura di sbagliare.
E soprattutto: managers, non fate i maestrini con la bacchetta. Troppo facile, sono capaci tutti a fare gli arroganti e a bacchettare a destra e a manca.
Se qualcuno dei vostri sbaglia, incoraggiato a fare meglio, aiutatelo a ritrovare la motivazione, indicate la via e fornite tutto il supporto per farlo bene.
E se sbaglia ancora, aiutatelo di nuovo. E' questa la parte difficile.
Perchè l'etimologia della parola manager è chiara: MAN, ovvero uomo, cioè persona.
Ecco il testo di Obama
martedì 8 settembre 2009
mercoledì 2 settembre 2009
Una mano a chi è rimasto indietro: anche un libro può far la differenza
Quest'anno alla conferenza europea Teradata di Istanbul abbiamo lanciato in Europa il programma Teradata Care, un progetto che la mia azienda ha promosso prima negli Stati Uniti, poi via via in tutto il mondo.
L'idea era quella di lasciare qualcosa alla città che ci aveva ospitato.
Il mio ricordo di quei giorni è ancora frenetico: si trattava del progetto europeo più importante dell'anno e nel mio nuovo ruolo mi ero trovato a gestirlo di punto in bianco, con i riflettori di tutta l'azienda puntati addosso.
Abbiamo semplicemente messo una postazione con dei libri per bambini e abbiamo chiesto ai partecipanti alla conferenza di impacchettare un libro e di scrivere una dedica per un bambino, che ovviamente non conoscevano.
Beh, nella frenesia di quei giorni ricordo con piacere di avere visto colleghi e clienti sostare anche per diversi minuti presso la postazione a cercare l'ispirazione per le parole giuste per una dedica ad un bambino sconosciuto.
Alla fine sono stati impacchettati 850 libri per i bambini delle scuole della zona di Istanbul che ci ospitava, e abbiamo organizzato un pomeriggio diverso per quei bambini, coinvolgendo un mago-animatore.
Un piccolo gesto, una giornata diversa per loro.
L'obiettivo di fondo era quello di incoraggiare i bambini a leffere di più, per avere più consapevolezza per il loro futuro.
E guardando i risultati sono contento di quello che abbiamo fatto.
Non una cosa automatica, non una cosa in pompa magna e roboante, ma una piccola attività fatta sottovoce durante un momento professionale.
Sono contento perchè nella frenesia di quei giorni ho capito ancora una volta che anche i piccoli gesti possono avere un grande impatto.
E averlo fatto a Istanbul, città che ho imparato a conoscere e ad amare nel corso di questi anni, mi ha dato ancora più soddisfazione...
Ne ho parlato ieri anche qui, sul blog aziendale.
L'idea era quella di lasciare qualcosa alla città che ci aveva ospitato.
Il mio ricordo di quei giorni è ancora frenetico: si trattava del progetto europeo più importante dell'anno e nel mio nuovo ruolo mi ero trovato a gestirlo di punto in bianco, con i riflettori di tutta l'azienda puntati addosso.
Abbiamo semplicemente messo una postazione con dei libri per bambini e abbiamo chiesto ai partecipanti alla conferenza di impacchettare un libro e di scrivere una dedica per un bambino, che ovviamente non conoscevano.
Beh, nella frenesia di quei giorni ricordo con piacere di avere visto colleghi e clienti sostare anche per diversi minuti presso la postazione a cercare l'ispirazione per le parole giuste per una dedica ad un bambino sconosciuto.
Alla fine sono stati impacchettati 850 libri per i bambini delle scuole della zona di Istanbul che ci ospitava, e abbiamo organizzato un pomeriggio diverso per quei bambini, coinvolgendo un mago-animatore.
Un piccolo gesto, una giornata diversa per loro.
L'obiettivo di fondo era quello di incoraggiare i bambini a leffere di più, per avere più consapevolezza per il loro futuro.
E guardando i risultati sono contento di quello che abbiamo fatto.
Non una cosa automatica, non una cosa in pompa magna e roboante, ma una piccola attività fatta sottovoce durante un momento professionale.
Sono contento perchè nella frenesia di quei giorni ho capito ancora una volta che anche i piccoli gesti possono avere un grande impatto.
E averlo fatto a Istanbul, città che ho imparato a conoscere e ad amare nel corso di questi anni, mi ha dato ancora più soddisfazione...
Ne ho parlato ieri anche qui, sul blog aziendale.
mercoledì 26 agosto 2009
Mercato ricco mi ci ficco: arrivano i "tween"
Per questo post ho un punto di vista privilegiato: i miei figli stanno per compiere 8 anni e dalla prossima settimana saranno dei "tween" a tutti gli effetti.
Si, "tween", ovvero nella fascia d'età "between" 8 e 12, prontamente identificata come nuovo segmento di mercato, da non confonderendere con "teen", ovvero thirteen, fourteen, ecc..
Ne parla oggi il Sole 24 Ore con un articolo a firma di Serena Danna: ci sono 23 milioni di tween in America e le aziende vogliono capire i loro gusti, voglio lanciare tween che facciano tendenza e che aiutino a vendere di più e meglio.
Per questo Disney, Sephora, Fundex Games e altre hanno sponsorizzato il National Tween Summit, organizzato dalla società di consulenza AkTweens.
E tween come Kiley Kryzek - a soli 12 anni - sono diventate potentissime consulenti aziendali e orientano i gusti di milioni di tweens.
Come quando dice: "Il mio mito è Celina Gomez". Chi è?? Ma è la nuova fidanzata di Kevin, il leader dei Jonas Brothers, che per Celina ha appena mollato Miley Cyrus, ovvero Hannah Montana.
Sto parlando una lingua conosciuta? Beh, allora non avete tween in casa...
Ecco alcuni dati per capire:
- l'ultimo cd di Miley, uscito il 10 luglio è da cinque settimane nella top five USA
- il primo High School Musical, con 290 milioni di spettatori, è stato per mesi in cima alle classifiche dei film più visti
- Il terzo High School ha fatturato 150 milioni di dollari
- La rivista Forbes ha nominato Miley Cyrus la ragazzina più influente al mondo
...E poi sono appena arrivate due first tween, Malia e Sasha Obama, troppo esposte a livello mediatico per essere ignorate... Il segmento tween crescerà, statene certi.
Si, "tween", ovvero nella fascia d'età "between" 8 e 12, prontamente identificata come nuovo segmento di mercato, da non confonderendere con "teen", ovvero thirteen, fourteen, ecc..
Ne parla oggi il Sole 24 Ore con un articolo a firma di Serena Danna: ci sono 23 milioni di tween in America e le aziende vogliono capire i loro gusti, voglio lanciare tween che facciano tendenza e che aiutino a vendere di più e meglio.
Per questo Disney, Sephora, Fundex Games e altre hanno sponsorizzato il National Tween Summit, organizzato dalla società di consulenza AkTweens.
E tween come Kiley Kryzek - a soli 12 anni - sono diventate potentissime consulenti aziendali e orientano i gusti di milioni di tweens.
Come quando dice: "Il mio mito è Celina Gomez". Chi è?? Ma è la nuova fidanzata di Kevin, il leader dei Jonas Brothers, che per Celina ha appena mollato Miley Cyrus, ovvero Hannah Montana.
Sto parlando una lingua conosciuta? Beh, allora non avete tween in casa...
Ecco alcuni dati per capire:
- l'ultimo cd di Miley, uscito il 10 luglio è da cinque settimane nella top five USA
- il primo High School Musical, con 290 milioni di spettatori, è stato per mesi in cima alle classifiche dei film più visti
- Il terzo High School ha fatturato 150 milioni di dollari
- La rivista Forbes ha nominato Miley Cyrus la ragazzina più influente al mondo
...E poi sono appena arrivate due first tween, Malia e Sasha Obama, troppo esposte a livello mediatico per essere ignorate... Il segmento tween crescerà, statene certi.
martedì 25 agosto 2009
Chi ce l'ha più piccolo e veloce?
Sembra un paradosso ma è ormai caccia aperta a conquistare quote di mercato nei nuovi segmenti ".book" (Net o note che essi siano).
E l'ultimo arivato è Nokia, che già da tempo si stava interrogando su come allargare il proprio mercato.,
D'altronde lo aveva già rivelato Jim Clark - CIO dell'azienda finlandese - alla conferenza Teradata di Lisbona l'anno scorso: "entro il 2015 ci aspettiamo 5 miliardi di persone sempre connesse, 24/7".
E allora, avranno pensato in Finlandia, perchè lasciare quote di mercato ai competitor, se siamo noi i leader? Come dire: se la torta è tua, devi lavorare per cucinare una torta più grande, non dividere le fettine...
Ai primi di settembre sapremo i prezzi
E l'ultimo arivato è Nokia, che già da tempo si stava interrogando su come allargare il proprio mercato.,
D'altronde lo aveva già rivelato Jim Clark - CIO dell'azienda finlandese - alla conferenza Teradata di Lisbona l'anno scorso: "entro il 2015 ci aspettiamo 5 miliardi di persone sempre connesse, 24/7".
E allora, avranno pensato in Finlandia, perchè lasciare quote di mercato ai competitor, se siamo noi i leader? Come dire: se la torta è tua, devi lavorare per cucinare una torta più grande, non dividere le fettine...
Ai primi di settembre sapremo i prezzi
mercoledì 6 maggio 2009
You Tube, Facebook a il lavoro più bello del mondo
6 mesi di lavoro per 110.000 (centodiecimila) dollari non sono male.
E' vero, è un lavoro temporaneo, e per guadagnarselo Ben Southall ha dovuto sbaragliare 34.000 candidati....
Però il lavoro consiste nel non fare praticamente nulla, su un'isola deserta e ospite di una casa con tre camere e piscina....
La trovata promozionale è del distretto del Queensland, in Australia. You tube e Facebook hanno fatto la parte del leone in questa geniale azione di marketing, con il risultato che oggi tutti i giornali del mondo parlano del Queensland, praticamente a costo zero per l'ente turistico che l'ha promosso (e chissà quanti ordini fioccheranno all'agenzia che ha curato l'operazione...) .
Ecco qui l'articolo tratto dal Corriere di oggi
Chapeau.
E una nuova frontiera cade: You Tube e Facebook sono i nuovi canali per il marketing.
E' vero, è un lavoro temporaneo, e per guadagnarselo Ben Southall ha dovuto sbaragliare 34.000 candidati....
Però il lavoro consiste nel non fare praticamente nulla, su un'isola deserta e ospite di una casa con tre camere e piscina....
La trovata promozionale è del distretto del Queensland, in Australia. You tube e Facebook hanno fatto la parte del leone in questa geniale azione di marketing, con il risultato che oggi tutti i giornali del mondo parlano del Queensland, praticamente a costo zero per l'ente turistico che l'ha promosso (e chissà quanti ordini fioccheranno all'agenzia che ha curato l'operazione...) .
Ecco qui l'articolo tratto dal Corriere di oggi
Chapeau.
E una nuova frontiera cade: You Tube e Facebook sono i nuovi canali per il marketing.
lunedì 4 maggio 2009
Si riparte
Wow, quanto tempo! E' quello che ho pensato questa mattina quando ho riaperto il blog...
Certo che questo inizio 2009 è stato a dir poco frenetico, un sacco di progetti nuovi, persone nuove con cui lavorare, idee che si sono scambiate alla velocità della luce, un laboratorio continuo di scambi e di insegnamenti reciproci.
Sono appena rientrato da Istanbul, una settimana intensa ma ricca di contenuti e di soddisfazioni. Due presentazioni su tutte mi hanno colpito: il professor Sumitra Dutta, con il suo keynote mi ha dato ancora una volta la certezza che il social networking sia prima di tutto un fatto culturale che sta cambiando il nostro modo di vivere e di lavorare.
http://www.throwingsheep.com/blog/
E poi David Clarke. E' incredibile la forza di quest'uomo, oltre al suo senso dell'umorismo, è riuscito a darmi una carica incredibile. http://uk.truveo.com/How-blind-football-is-played/id/637949905.
... Si riparte.
Certo che questo inizio 2009 è stato a dir poco frenetico, un sacco di progetti nuovi, persone nuove con cui lavorare, idee che si sono scambiate alla velocità della luce, un laboratorio continuo di scambi e di insegnamenti reciproci.
Sono appena rientrato da Istanbul, una settimana intensa ma ricca di contenuti e di soddisfazioni. Due presentazioni su tutte mi hanno colpito: il professor Sumitra Dutta, con il suo keynote mi ha dato ancora una volta la certezza che il social networking sia prima di tutto un fatto culturale che sta cambiando il nostro modo di vivere e di lavorare.
http://www.throwingsheep.com/blog/
E poi David Clarke. E' incredibile la forza di quest'uomo, oltre al suo senso dell'umorismo, è riuscito a darmi una carica incredibile. http://uk.truveo.com/How-blind-football-is-played/id/637949905.
... Si riparte.
martedì 16 dicembre 2008
La fiducia secondo Wired
Leggo Wired dal 1993, è una delle riviste che più mi piace in assoluto per il suo concentrato di tecnologia e di visione, oltre al modo non convenzionale di gestire le cose (ad esempio le pubblicità su Wired sono sempre molto particolari...).
Un paio di settimane ho appreso la notizia dell'arrivo imminente dell'edizione italiana e mi sono subito abbonato, più che altro mosso dalla curiosità di vedere la coerenza con l'edizione americana.
E oggi... la piacevole sorpresa: ho trovato in casella una lettera firmata da Riccardo Luna, il direttore di Wired Italia.
Semplice, essenziale, ma soprattutto inaspettata, la lettera era un modo semplice per ringraziarmi della fiducia accordata alla rivista.
E non a caso la lettera parlava di fiducia: come ci ha insegnato il prof. Costabile al corso di marketing relazionale all'MBA nel proporre il suo modello dinamico di customer loyalty, la fiducia è un ualcosa che si comincia a instaurare fin dal primo acquisto, sta a chi propone il prodotto/servizio coltivarla.
E Wired lo sta facendo. Addirittura prima del primo acquisto.
Bravi!
Un paio di settimane ho appreso la notizia dell'arrivo imminente dell'edizione italiana e mi sono subito abbonato, più che altro mosso dalla curiosità di vedere la coerenza con l'edizione americana.
E oggi... la piacevole sorpresa: ho trovato in casella una lettera firmata da Riccardo Luna, il direttore di Wired Italia.
Semplice, essenziale, ma soprattutto inaspettata, la lettera era un modo semplice per ringraziarmi della fiducia accordata alla rivista.
E non a caso la lettera parlava di fiducia: come ci ha insegnato il prof. Costabile al corso di marketing relazionale all'MBA nel proporre il suo modello dinamico di customer loyalty, la fiducia è un ualcosa che si comincia a instaurare fin dal primo acquisto, sta a chi propone il prodotto/servizio coltivarla.
E Wired lo sta facendo. Addirittura prima del primo acquisto.
Bravi!
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